

24-25 Novembre 2012 – Milano
Stage di Biodanza
e Sessualità di Alberto Bonazzi
Il nostro corpo Danza la Vita. In ogni istante si trasforma e
racconta tutto di noi a noi stessi e al mondo. Nel corpo sentiamo gioia,
dolore, rabbia, amore...
Li sentiamo nel respiro, nel battito del cuore, nello stomaco,
nella pelle...
Li sentiamo e li esprimiamo: cambiamo l’odore, la forma del viso,
l’intera postura, …
Sul nostro corpo e nei suoi movimenti è scritta anche l’intera
storia della nostra vita: ogni successo, fallimento, ogni ferita e ogni gioia.
Il corpo è un’opera d’arte scolpita dal tempo e da noi stessi.
Talvolta si ritiene inopportuno mostrare ciò che il corpo
racconta o chiede e si preferisce celarlo. Nascondiamo emozioni e bisogni
contraendo, più o meno volontariamente, ogni sorta di muscolo. Celiamo al mondo
e a noi stessi ciò che siamo e sentiamo.
Questo è perfettamente sano, se occasionale. Quando, invece,
sistematicamente si nega al corpo la possibilità di esprimersi e non si
ascoltano i suoi bisogni, la tensione trattenuta diviene cronica e si crea una
scissione con sé stessi.
Alexander Lowen, uno dei padri della Bioenergetica, scrive: “È un principio bioenergetico fondamentale
che si perda il contatto con la parte del corpo in cui esiste una tensione
muscolare cronica. Il corpo rigido diminuisce la sensibilità della persona e
diventa sempre più simile ad una macchina. Al tempo stesso l’attività cerebrale
aumenta e il senso del Sé comincia a esser basato sui soli processi mentali: il
corpo diventa poco più di un apparato per il trasporto della testa e la messa
in atto dei suoi pensieri”
Tensioni trattenute e bisogni negati indeboliscono il corpo, che
tende ad ammalarsi. L’autostima diminuisce e la sessualità stessa perde il suo
legame con la vita, divenendo “mentale” e slegata dal piacere naturale del
corpo. Come si può ribaltare questo processo di indebolimento esistenziale?
Abbiamo bisogno di messaggi di affetto verso noi stessi, di
ascolto e rivalutazione del corpo, dei suoi bisogni e in particolare del
piacere. Il piacere è infatti tipicamente associato alla soddisfazione di un
bisogno. Quando qualcosa produce piacere è registrata dall’organismo come
positiva, da ripetere. In condizioni analoghe si sviluppa allora il desiderio
per ciò che ci ha dato piacere. Il desiderio spinge con forza ad agire per
ottenerlo nuovamente.
I mammiferi hanno bisogno del piacere come le piante dell’acqua.
Assecondare il movimento naturale del corpo verso il piacere è la chiave per la
salute a tutti i livelli. Negarsi il piacere, invece, non solo ha un effetto
negativo sulle relazioni e la salute in generale, ma rende anche maggiormente
vulnerabili alle dipendenze, che nascono da messaggi di piacere perversi,
ovvero con direzione opposta alla vita.
Questo stage propone un percorso per la riscoperta affettiva del
proprio corpo e la sua riapertura al piacere di vivere.
ISCRIZIONI
e INFORMAZIONI
alberto@alidellavita.it
- alberto@biodanza.it
- 02-5275821
¶ Lo stage è
parte del percorso “Sessualità”. Il tema
proposto in questo stage si completa nello stage stesso, che può essere frequentato
senza la necessità di frequentare gli altri.
¶ Lo stage si svolgerà
in 4 sessioni: Sabato pomeriggio dalle 15.00, Sabato sera; Domenica mattina e
Domenica pomeriggio fino alle 17.00. Portare qualcosa da mangiare da
condividere con i compagni negli intervalli tra le sessioni.
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Lo stage si terrà allo spazio Mamiwata di Via Savona 134. Per
istruzioni su come arrivare clicca
qui.
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